KING WAH al posto di Stalingrado

Qualche anno fa ho avuto il piacere di essere invitato a suonare alcuni brani tratti da un disco meraviglioso, Tradizione Elettrica di Luca Faggella e Giorgio Baldi. Per me, tra i 5 dischi italiani più belli di sempre. King Wah è il brano verso cui avverto più intimità, perchè da sempre sono dalla parte dei randagi. Ho voluto rimanere più fedele possibile all’interpretazione del talentuoso Youssef Stalingrado. La sua firma nel brano è la frase di accompagnamento con hi-hat, un giro melodico di 8 misure anticonvenzionale, che dona al pezzo un incedere imprevedibile.

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A few years ago I had the pleasure of being invited to play some songs from a wonderful album, Tradizione Elettrica by Luca Faggella and Giorgio Baldi. For me, among the 5 most beautiful Italian records ever. King Wah is the song to which I feel the most intimacy, because I have always been on the side of outcasts. I wanted to remain as faithful as possible to the interpretation of the talented Youssef Stalingrado. His signature in the piece is the accompanying phrase with hi-hat, a melodic turn of 8 unconventional measures, which gives the piece an unpredictable pace.

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